< back

B. Si può dire che la tua fotografia sia di tipo documentario. Come ritieni sia evoluta dagli inizi ad oggi?

 

C. Prima di frequentare la Fondazione Studio Marangoni il mio approccio alla fotografia era di tipo reportagistico classico. Conoscevo i lavori di Berengo Gardin, Cartier Bresson, Capa, Davidson e cercavo in tutti i modi di imitarli.

La prima svolta al mio lavoro è stata proprio a Scuola, durante una lezione di Daniela Tartaglia sul ritratto. Iniziai a ritrarre amici e conoscenti e ad utilizzare la posa e la luce in ambienti circoscritti.

La conoscenza in quegli anni di Joel Meyerowitz e la passione per la fotografia documentaria inglese mi hanno avviato all'uso del colore e alla scoperta della fotografia di paesaggio e architettura  come strumenti del racconto.

 

 

B. Sei uno specialista di ritratti e infatti hai fotografato molti cantanti per le riviste. Come ti approcci con i tuoi soggetti e come prepari lo shooting?

 

C. I musicisti, soprattutto famosi, hanno poco tempo. Questa è la prima cosa che si impara con il lavoro commerciale. Quindi è molto importante prepararsi prima: conoscere l'artista ed il suo lavoro, ascoltare la musica e informarsi su internet, per esempio. A volte preparo piccoli storyboard o inquadrature se conosco in anticipo la location. Inoltre essere  veloci, pronti a qualche inconveniente e mostrarsi sicuri di se. Ah, e poi divertirsi !

 

 

B. Parlaci del tuo lavoro oggi, ed in particolare del tuo ultimo progetto personale.

 

C. Oggi il mio approccio alla fotografia è meno documentario e più lirico. Sono alla ricerca di immagini più introverse e meditative. Le singole immagini possono poi raccontare una storia o perdersi per altre vie.

New York City Serenade é un progetto artistico finalizzato all’uscita di un libro fotografico ed una mostra.

La passione per New York e per la musica rock mi ha spinto ad iniziare questo lavoro di ricerca e di documentazione per le strade ed i quartieri

della metropoli fotografando con una ingombrante ma infallibile macchina fotografica a lastre 20x25.

Questa rivisitazione della città , un vero e proprio tour alternativo, é stato possibile grazie ad una ricerca dettagliata ed una selezione della

enorme mole di eventi e accadimenti che appartengono alla storia del Rock della grande Mela.

New York, negli anni del dopoguerra, divenne la capitale artistica grazie al movimento dell’espressionismo astratto. Figure come Pollock o de

Kooning crearono il primo fenomeno artistico tipicamente americano capace di influenzare il resto del mondo.

Pochi anni dopo, esattamente il 12 Aprile del 1954, Bill Haley e i suoi Comets registrarono, presso gli studi della Decca a New York City , Rock

Around the Clock. Il singolo viene messo in commercio nella primavera di quell’anno, con modesti esiti di vendita; è però questa la data

convenzionale della nascita del rock.
La metropoli iniziò quello che per i decenni avvenire sarà la sua più grande vocazione, ovvero il coacervo di passioni, ricerca artistica e scambi interdisciplinari e parallelamente cominciò a scrivere la storia di donne e di uomini che cambiarono il nostro modo di vedere e percepire la vita ed il mondo.

New York City Serenade è uno sguardo sulla città di New York vista attraverso la sua musica, l’evoluzione dell’architettura urbana e

l’analisi della frenesia del cambiamento della metropoli.

Locali un tempo leggendari che oggi non esistono più, edifici abbandonati o trasformati che forse conservano la memoria del passato e poi luoghi importanti nella biografia degli artisti più rappresentativi

di New York e ritratti di personaggi incontrati in strada che rappresentano il testo di alcune celebri canzoni.

È un atto di amore verso una città che ha costruito il suo mito sulla contemporaneità, la frenesia e il cambiamento continuo.

TORNA SU

Ciro Frank Schiappa

 

di Beatrice Bruni

 

New York City Serenade